mercoledì 30 gennaio 2013

007, e chi è? ( in confronto a me!)

Se c'è una cosa che non tollero è un segreto. Un segreto che mi riguarda e mi si tiene celato.
Lo trovo scorrettissimo, gravissimo e mi sento come violentata nella sfera più personale del mio ego. E quindi, avendo, e dovendomi tenere questa mia parte fragile del carattere, nel tempo, ho  imparato a investigare, cercare e trovare. Di norma trovo sempre, forse non sempre sempre, però abbastanza.

In studio, come si è ben capito, fra noi ragazze, non regna armonia. Mi sento spesso come i surfisti nell'oceano che devono fare attenzione agli squali che quando meno te l'aspetti ti attacano, e tu devi essere rapido, astuto e calvacare l'onda più veloce di loro.
Oggi pomeriggio mi sono sentita per l'esattezza nell'oceano indiano, sul surf della mia scrivania  e attorniata da pesci cani che aspettavano un passo falso per sbranarmi. La mia ancora di salvezza sarebbe stata solo seguace 2, che però disgraziatamente era stata mandata a seguire un arbitrato e quindi ciccia.
Immobile. Devo stare immobile e paziente. Devo confondermi con il nemico, emularlo e coglierlo di sorpresa. Ma cosa stavano aspettando questi squali? Qual'era il mio passo falso?
In tutto questo il"collega milanese", tale Niccolò Preziosi, mi aveva appena mandato mail di conferma per l'avvenuta ricezione dei documenti, e aggiungeva faccine con occhiolino e pollice in alto.
Io ho risposto con un'altra faccina e un " a presto".
Lui:  a presto, cioè al pranzo della prossima settimana. Cosa mi proponi?
Io: di ristorante intendi?
Lui: bè sì, hai in mente altro?
Io: sempre doppi sensi eh? Piemontese ti piace?
E mentre scrivevo al Casanova di turno, nonchè figlio del collega di mio padre, sentivo gli occhi puntati su di me come fossi un pregiudicato sotto osservazione.
Lui: Vada per la cucina Piemontese, mi affido a te collega... e con l'oroscopo tutto a posto?
Io: Non leggo l'oroscopo. Ti porterò all' Arcadia, un ristorante molto carino, formale, come dobbiamo essere noi, e situato nella galleria subalpina. Molto caratteristico. Spero sia di tuo gradimento.
Lui: googlo.
In quel momento il lampo di genio. Erano le 16.15 e alle 17,30 sarebbe arrivato un certo Resposti, per una pratica molto importante per la quale l'assicurazione con cui era in causa avrebbe dovuto risarcirgli 85.000 euro. Il problema era che l'appuntamento non mi risultava da nessuna parte, ed era molto strano dal momento che da buon capricorno sono una molto precisa per questo genere di cose.
La fortuna aveva voluto che stamane avessi preso l'agenda di mio padre per segnargli non so cosa e avessi scorto l'annotazione di Resposti e la frase nella parentesi ( ricerca Titti, sentenza e giurisprudenza).
La mia mente si è annebbiata in un nano secondo e dentro di me ho sentito un vortice di insulti e imprecazioni, che il bestemmione del mattino di seguace1 era poesia.
"Maledizione! Ma-le-det-te! Ma cosa dico Maledette... quelle sono delle pezzenti!!!!
E adesso? come faccio? Le ammazzo prima o dopo? sono state loro, quelle schiofose! Non pensarci(adesso) alla tortura che dovranno subire, buttati sul pc, su Titti, spegni la chat con Preziosi e agisci! forza, dai!!"
Non avevo più salivazione e l'aria profumava di vendetta, una terribile vendetta.
Seguace 1, quella della bestemmia del mattino, mi aveva evidemente cancellato il meeting delle 17.30 dalla mia agenda elettronica.
Lui: bello questa Arcadia. anche sushi. non male, ci sta.
Io leggo, e chiudo.
Alzo lo sguardo, le fisso, le seguaci,  e mi trasformo in Orca. L'animale più feroce al mondo insieme all' Orso Polare.
Faccio finta di nulla, mi metto gli occhiali, sudo perchè il tempo stringe, e papà conta su di me per questa ricerca, e mi metto al lavoro. Silenziosa. Tiro giù da tutti i siti possibili e fori del mondo sentenze e giurisprudenza attinenti al caso. Leggo pagine e pagine alla velocità della luce, e col respiro affannato vedo quasi verde. Bevo un bicchiere d'acqua,  e continuo.
Lui: uè, sei sparita? a Torino non funziona internet?
Io richiudo isterica la pagina mail.
Mancano 5  minuti e sento il campanello. Resposti è già qua.
Papà viene nella nostra stanza e mi fa cenno di consegnargli la documentazione.
Ribevo un altro bicchiere d'acqua, mi alzo e sorridente gli consegno un plico di 30 sentenze a nostro favore, più giurisprudenza dal 97 ad oggi. Papà da un' occhiata, mette il tutto nel fascicolo e se ne va sorridendomi.
A quel punto mi volto verso le seguaci che da squali mi sembravano due ratti intimoriti.
Avrei voluto mettere le mani addosso, suonare tanti bei ceffoni sonori su quelle brutte guance, prenderle per i capelli e con gesti violenti far sbattere quella testolina di rapa che si ritrovavano tante tante tante e tante volte sul tavolo.
Mi sono rimessa al computer e ho continuato la chat con il collega Preziosi.
Le seguaci per un buon 5 minuti si sono ammutolite. Poi ho alzato lo sguardo e le ho minacciate: Violare la privacy è reato, ne parliamo con l' avvocato?
Zitte.
Io, a voce alta, leggo quello che stavo scrivendo: Cosa diceva il mio oroscopo oggi? Picchierai a sangue le colleghe dello studio?
Lui: no, però se vuoi ti puoi segnare il mio numero di telefono e accettarmi su linkedin... sei anche su fb?
Io: il numero non lo segno, ma ti accetto. sì ci sono su fb, ma non mi troverai, perchè uso uno pseudonimo..se vuoi ti aggiungo io.
Lui: anche io uso uno pseudonimo, se non accetti il numero, non ti chiedo l'amicizia su fb. A milano funziona così, eheheh..
Io: non chiedermela, trovare qualcuno su facebook è un gioco da dilenttanti: migliora la privacy collega. A Torino usiamo così.
Spengo il computer.

Mail sull' iphone: Niccolò Preziosi ha accettato la tua richiesta di amicizia.

Tua Titti

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