martedì 22 ottobre 2019

Chi è senza peccato - scagli la prima pietra- e poi dica la verità.

Ho commesso il peggior peccato che uno possa commettere: non sono stato felice.



Non esiste la perfezione. 
L'ho dovuto ammettere a me stessa anni fa quando pensai di aver incontrato l'uomo perfetto- in un momento perfetto- nella mia vita più che perfetta. 
L'ho ammesso, dicevo, quando una domenica sera, dopo un wend  d'amore perfetto- sotto casa- sentii stringere con passione il braccio; e io scioccamente pensando a un'ulteriore riscossione di baci perfetti sorrisi ancora più perfettamente. 
Ma lui mi chiese i soldi della benzina e autostrada. 
E da lì ho cominciato a peccare. E anche molto.
Ho lasciato asciugare i capelli all'aria invece che tirarmeli col phon.
Ho dimenticato di truccarmi al mattino e struccarmi alla sera.
Ho bevuto anche quattro gin tonic dopo cena e mi sono addormentata vestita a letto. 
Ho litigato, fatto pace e poi litigato ancora con Viola. 
Ho punito con silenzi assordanti persone che avrebbero meritato solo un acceso vai a quel paese e restaci. 
Ho alimentato gossip e rovinato una cena di Natale per un misunderstanding col pescivendolo il giorno prima.
Ho mangiato polenta e cervo a iosa e bevuto genepì che manco gli alpini.
Ho cantato a squarciagola in macchina devastando i timpani di varie persone.
Ho dato per scontato alcuni comportamenti e dimenticato di riscuotere i punti al Pam.
Ho preferito il letto al tapis roulant.
Ho regalato pezzi di cuore a chi il cuore non ce l 'ha.
Ho usato il rasoio e coperto unghie sbeccate con smalti a caso. 
Ho usato il ritardo come scusa di una pigrizia cronica che difficilmente abbandono.
Ho fatto la tarra in discoteca perchè- come insegnano- ognuno guardi il proprio, e sicuramente non il mio- di fidanzato.
E rifarei tutto, perchè noi peccatrici seriali abbiamo della recidiva insita in noi. 
L'umano senza peccato non esiste.
La felicità sì. 
Esigiamola. 

E per tutte queste ragioni non scaglierò mai la prima pietra. Lo so. 

venerdì 18 ottobre 2019

La verità non ha bisogno mai di scuse


La verità, la verità è fatale
La verità, la verità è che tutti possono sbagliare
Devi sapere da che parte stare.



Dovremmo tutti avere la possibilità di prendere in mano i pezzi del nostro cuore e riviverli. A fondo. Immergendoci nuovamente e sentirne il dolore e la felicità provata. 
Perchè la verità è che questa vita scorre inesorabile e uno schiocco di dita può essere più lungo di un decennio appena passato. 
Dovremmo tenerceli più stretti questi pezzi di cuore. Anche quelli che ci hanno fatto piangere davanti a una finestrino e su cui abbiamo alla fine disegnato un faccino. Anche quelli che ci hanno tradito e ci hanno modificato. Perchè se da quella famosa tempesta non ne saremo usciti più gli stessi allora non è vero che le persone non cambiano. 
Dovremmo tenerceli più stretti questi pezzi di cuore e poi perdonarci. e amarci. e ridere ancora più forte perchè questa vita ci ha sorriso, e lo sappiamo.
Dovremmo morderli questi pezzi di cuore, e assaporarne ogni morso, e smetterla di raccontarci verità inesistenti. Raccontarci di realtè perfette e perfezioni reali. Perchè in questo mondo è tutto relativo. 
Dovremmo abbracciare più forte i pezzi del nostro cuore, senza operare un distinguo fra cicatrici visibili e cerotti ancora mal messi.  Perchè saremo guariti solo quando non farà più male e quando avremo imparato a lasciare andare. 
Dovremmo  tenere più stretti quei pezzi di cuore che non ci sono più e che hanno fatto parte della dolcezza di una vita che è cresciuta, che si è ritrovata a spegnere, senza che ci fosse il tempo di accorgersene, più di trenta candeline. da  che erano due in mezzo a una festa di bambini.
Dovremmo afferrare completamente questi pezzi di cuore che sono dentro e fuori di noi. E amarli, e accettarli. Perchè non siamo tutti uguali e va bene così. 
Dobbiamo viverli questi pezzi cuore che indietro non si torna e il rumore del silenzio potrebbe fare male. e anche tanto. 
Un pezzo del mio cuore compie gli anni oggi, e anche se lontana sappiamo della libertà di sentirci ancora più vicine. 
Auguri pezzo di cuore mio. 
Ma che ne sa la gente di quello che abbiamo vissuto noi e che ci riserverà la fortuna domani. 
In alto i calici che il nostro ieri oggi e domani sarà sempre parte di noi, e ci vogliamo bene. 
Tanto.


giovedì 17 ottobre 2019

Ogni limite ha una pazienza.




“Io non so se l’erba campa e il cavallo cresce,
 ma bisogna avere fiducia”.

Parliamone.




Questa sconosciuta, la fiducia.

Come quando da bambini alla domanda "hai finito i compiti?",  la risposta era un Sì,anche piuttosto sonoro, e un ghigno malefico interno consapevole che i cartoni animati fossero nettamente più importanti.
Perchè come ci hanno insegnato: ubi maior...

Uomini.
Qua non so se aprire un capitolo o un'enciclopedia.
Mi fermo alla sola parola che chi -come la sottoscritta- ha un bagaglio tragicomico alle spalle, capisce.
E concludo facile: siano santi ora gli uomini che rispettano le donne.
Ne esistono ancora?

Cucina.
Ho seguito svariati tutor passo per passo.
Masterchef per umani, per dire, e  pure quello Vip.
Ricette della nonna- non la mia che a mala pena sapeva fare un caffè- e Giallo Zafferano.
E non parlo di maionesi impazzite o uova in camicia rovinosamente spappolate in pentola.
Era una semplice torta verde. Quella della mamma che conosco a memoria.
Giuro che bacio meglio di come cucino.
E mi spiace molto ammetterlo.

Gobino. 
Ode al cioccolato in tutte le sue forme. 
Se gianduiotto meglio.
Mia madre ne ha comprato un sacchetto, quasi voleva numerarli per un senso civico nei confronti della mia dieta. 
Erano di tre sapori diversi. 
Inavvertitamente ho scelto quello con il retrogusto aromatizzato caramello. 
Io odio il caramello. 
Il secondo è stato perfetto. 
Ho dato fiducia e sono stata premiata.

Foto.
Dall'alto e  mi raccomando, lato profilo giusto.
Le basi, dai.
I filtri sono demodè, e ti sgamano in un nano secondo.
Anche con il lo-fi di instagram a cui sono stata molto vicina per anni.
Diamoci maggior fiducia.
Tanto il like ormai non si vede più.
Per dire.

Politica.
(Ahahahah).
"Gli elettori, ingenui fessacchiotti,creduloni.
Pensate un po' che votano i candidati nella speranza che quelli, una volta arrivati a Montecitorio, facciano il loro dovere".
( ed era il 1963 ).
Amen.


X-Factor
Sì, lo guardo e anche con passione.
Dopo l'eliminazione dei Keemosabe ho pensato avessimo toccato il fondo.
Invece no.
Malyka mi ha ricordato che non c'è limite al peggio. E così ha fatto.
Un secondo per Michele, grazie.
Mara, almeno tu.





mercoledì 16 ottobre 2019

Buonanotte Torino: Felicità a momenti.

Buonanotte Torino: Felicità a momenti.:  "Dicono che il mondo è di chi si alza presto. Non è vero. Il mondo è di chi è felice di alzarsi”. E ora disquisiamo sulla felicità....

Felicità a momenti.


 "Dicono che il mondo è di chi si alza presto.
Non è vero.
Il mondo è di chi è felice di alzarsi”.
E ora disquisiamo sulla felicità.



Come quando pensi di aver finalmente trovato l'uomo della tua vita e dopo sei mesi- sei dico- capisci che è solo l'ennesimo disonesto, narciso, traditore, bugiardo, fallito etc etc etc?
Nulla di personale si intende, sciocchezzuole vissute tempo addietro e su cui sorrido al pensiero- tengo chiaramente un pupazzetto woodoo sul comodino, just in case- e spilli, e aghi, e cosucce semplici, cose così.
Però la vita va avanti, e io e Igor- il pupazzetto- pure.


Si sa, almeno con me funziona così.
La notte, il buio, il grigo, il freddo, la pioggia e chi più ne ha ne metta evocano quelle strane sensazioni nostalgico tristanzuole.
Ieri era perfetto. Per le strane sensazioni.
Torino diluvia.
Singhiozza a tratti alterni ricordi e realtà superate. Come, onestamente, non lo so neppure io. Però è passato. E indietro non si guarda. E oggi c'è di nuovo il sole.

Questi mesi, e lo sussurro, profumano di felicità.
In alto i calici per i nuovi inizi. Di qualunque natura essi siano.
Ci vediamo venerdì?
Che un buon motivo per brindare, qua a Torino, è sempre gradito. Che noi, ragazze bollicine&gin tonic, ne abbiamo fatto un cavallo di battaglia in qualsiasi situazione.
E' solo mercoledì, saprò aspettare.

Mi piace il verbo Fluttuare.
Mi riporta a un'immagine di serenità. Di mondo sospeso e protetto. Come dovrebbe essere un sogno, un desiderio, una volizione. Che fluttua nella nostra mente, leggera e fragile.
Come un bambino appena nato. Inconsapevole della realtà che l'ha appena abbracciato, e non colpevole dello stato sociale in cui è stato catapultato. Perchè dove nasci è solo una gran botta di culo.
E  ne convengo.

 Sono a dieta ferrea. Sono stata in Sicilia e poi in Provenza. Non aggiungo altro. Dico solo otto. Otto chili presi in tre mesi. Praticamente un record. E non mi resta che benedire quel gran bravo ragazzo del mio personal e l'inventore del tapis roulant.
Ma il messaggio di mammà che chiede cosa voglia per pranzo mi riempie sempre il cuore.
La mia attuale risposta un po' meno.
Merluzzo al vapore e zucchine bolliti.

 Adoro i baci.
La sensazione è non solo di felicità. Ancora di più.
Mi fanno impazzire.
Di qualunque genere.
Sciocchi. Frivoli. Passionali. Lunghi. Alla francese. Sulla fronte. Rubati. Timidi.
Solo una cosa: che si sappiano dare.
Che la pala del ventilatore a tutta gallara fa molto anni ottanta e poca sostanza.

Potrei andare avanti per ore. Per pagine. Per filosofie e figure pittoresche.  E chissà che un giorno non termini il famoso libro a cui da anni sto lavorando.
Il telefona squilla. Viola da Marsiglia.
Registrata ViMarsiglia.
Quando siamo felici facciamoci caso.










mercoledì 9 ottobre 2019

Monologo breve

Alla radio danno "quello che non uccide libera-a. libera-aaa"
Vogliamo considerarlo un segno?

Sono uscita con le galoches ma ho dimenticato l'ombrello.
Eh, il genio.

Sento dolori ovunque e mal di testa causa cambio meteo.
Sto invecchiando male?

Ho un viso gonfio che manco dieci gin tonic e quattro carbonare.
Alzarmi come Adriana mai?

Mio cugino- quarantatrè anni e jude law scansate- è appena entrato in studio e mi fa " la facciamo andare questa vita eh?"
L' allegria di famiglia.

Sono al primo mezzo litro di acqua quasi finito e mi ripeto a ogni sorso che bere fa davvero bene.
Devo arrivare a tre litri.

Questa storia del fumo non so come risolverla.
Sulla scrivania partendo da sinistra ho : sigarette- iqos-sigaretta elettronica e chi più ne ha ne metta.

In soffitta ho ritrovato "ciccio bello" con occhio sbilenco perchè all'epoca mia cugina mi aveva detto che l'avrebbe operato per migliorargli la vista.
Mi sono commossa.

Alla radio ora siamo passati a "mal di gola" di Coez.
Cioè.

Mi è arrivato il primo messaggio : ma tu a capodanno cosa fai?
Mi si è raccaponata la pelle.

Stasera il solito treno del mercoledi per Milano.
Ho perso ovviamente la promozione del biglietto a prezzo ridotto.

Squilla il telefono e un tizio cerca in tutti i modi di vendermi un utensile per la cucina.
Manco Checco Zalone con l'aspirapolvere ai suoi parenti.


E siamo solo alle dodici e venti di una giornata autunnale.
L'inverno è lungo. E oggi anche.

Voletemi bene. Perfavore.

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Da Torino è tutto.
Quindici gradi e nuvoloso.
Probabilità di pioggia dieci per cento. ( è diminuita da ieri, eh ).






martedì 8 ottobre 2019

Prima che il mondo finisca, amiamoci.




 Se c'è una cosa che non ho imparato è fare la spesa uscita dalla palestra alle otto di sera.
Entro al supermercato per comprare le gallette di riso ed esco con il tizio della cassa che mi aiuta a caricare la macchina.
E' successo ieri sera, per dire.
Mi è spiaciuto un sacco comunque e per cinque minuti sono stata pentita. Poi è passata.
Un'altra che proprio non mi riesce è il back up dell'iphone. Prima che sia collegata al wifi, alla corrente e abbia memoria sufficiente ne passa e ho già eliminato l'avviso da mo'. Probabilmente sono rimasta all'update del 2009 e per me- di conseguenza- nessuna emoticon con la faccia che mi somiglia.
Amen.
A un punto importante però, dopo trentacinque anni- decine di dietologi ed endocrinologici- sedute psicologiche- amori disonesti- vita che va avanti e io ferma sempre a guardare gli altri- chili presi, persi,ripresi, ripersi,e ancora riagguantati ( perchè poi maledizione?)- etc etc etc... sono arrivata.
Ci sono Io.
Aggiungo anche psoriasi-gastrite- e annessi e connessi. 
Ma ci sono ancora Io.
Ci siamo noi.
Donne che dicono di amare troppo. Gli altri però, non sè stesse.
Donne che si raccontano di poter cambiare l'altra persona. Che un giorno sarà diverso. ( bello il film )
Donne che si dimenticano di essere donne.
Donne che preferiscono annegarsi in un chilo di gelato, ogni sera.
Donne che sono piene di energia e si fanno vampirizzare da uomini grigi.
Donne che scoprono tradimenti ma optano di rimanere perchè la solitudine è una brutta malattia.
Donne che sanno sognare e osare ma temono il rischio.
Donne che vivono in funzione della soddisfazione altrui.
Donne che sanno la verità ma si sentono in trappola e la via d'uscita troppo lontana.
Donne che piangono e si annientano.
Donne che permettono gesti inqualificabilli.
Donne che si dimenticano che i baffi sono da uomini e la ceretta è fondamentale.
Donne che non si ricordano più cosa possa essere la felicità e se lo saranno ancora. 
Donne che vedono sfilare la vita in fretta e non hanno la forza di riprenderla.
Donne che ormai si dicono di essere vecchie e non ne vale più la pena.
Donne che vivono nella costante paura di un rifiuto.
Donne che Joker col sorriso dipinto può spicciare casa. 
Donne che sono belle. Belle veramente.
Ecco,
prima che il mondo finisca- si dice così- amiamoci.
Amiamo noi stesse in primis.
E' una bella esperienza, e il resto verrà di conseguenza. 
Provateci.

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Da Torino è tutto.
Diciannove gradi.
Soleggiato e probabilità di pioggia al dieci per cento.
L'autunno è arrivato.