Sarà il clima che da mite si sta rivelando gelido, o la consapevolezza tragica e al tempo stesso meravigliosa della vita che comunque continua. Purtroppo o per fortuna. O forse il fatto che il punto di vista di uno sia diverso da quello del vicino, ma certi eventi fino a quando non ci toccano personalmente non sono così reali.
Scrutiamo i giornali, scriviamo articoli, puntiamo il dito e poi la sera ci copriamo col piumone e tante care cose, che domani si ragionerà su altre sentenze da pubblicare.
Egoismo?
Superficialità?
Deficienza?
Siamo essere umani, dicono. Ma cosa dovremmo fare?
E poi ci sono quelle verità che si definiscono oggettive, che la calusola " a prescindere" diventa incompatibile.
I muli vedono solo il bianco e il nero, e i vigliacchi trovano che fare gli svizzeri sia la via più semplice.
Ho letto di tutto recentemente. Gente che si scaglia con violenza e gente che si immedesima in storici di fama mondiale, gente che ieri parlava solo della gaffe di Miss Italia e oggi è massimo esperto delle teorie americane complottistiche a partire dalle torri gemelle. I migliori sono però queli che per accertare una migliore credibilità screditano l' altrui pensiero, ma va bè.
E Quindi?
Chiamasi libertà di opionione.
Giudicare gli altri è tanto facile, più difficile è mettersi in discussione. Ma la vita ti aiuta pare, a piegarti, a bastonarti, e alla fine a capire. Forse.
Avere paura è un reato?
Io ho paura, ho sentito dire, ma fai il loro gioco, rispondono, e se capitasse qui? ma a chi vuoi che interessi questa piccola città? replicano. A Parigi io non vado, dice ancora il primo, allora sbagli! è proprio questo il momento di andare perchè non colpiscono più, e sorride. L'altro intimorito sussurra: tu ci vai?- No ho dovuto annullare, ma sarei andato, risponde seccato il secondo.
Si dice che la paura non esista, ma sia solo nella nostra mente.
Peccato che la mente sia l'arma più pericolosa che ci sia.
A chi ha vissuto il vero terrore non mi sentirei di affermarlo però. La concretezza dista parecchio da una probabile immaginazione.
E' difficile combattere sè stessi e ciò che non si conosce.
E' spaventoso dichiarare guerra a un'idea. Le ideologie hanno radici ovunque.
Basterebbe una pala magica per sradicare gli alberi malati?
Forse sì.
Comprendiamo però dove il buio abbia iniziato a sostituire la luce, e soprattutto se tutto il mondo voglia davvero la stessa magia.
Tua Titti
martedì 24 novembre 2015
venerdì 9 ottobre 2015
Questione di motivazione
A Torino piove. Un sacco.
La gente si scopre incapace di guidare e la cosa mi fa innervosire parecchio.
Sul giornale i titoli sono molto interessanti, tipo: i veri chef si riconoscono dal naso e le emozioni vengono racchiuse nelle tazzine.
Seguace1 si è appena fatta un selfie postandolo su instangram e ha scritto "chilling". Lei e il codice di procedura civile.
Il Boss è di pessimo umore.
Freddy sta contando i giorni che ci separano dal Natale.
Mia madre e Luca si mandano le faccine su whatsapp, e da ieri si danno del tu. Grazie alle faccine. Per la precisione quella che fa l'occhiolino.
Allegra si sente più sola che mai in questo periodo e io non posso aiutarla. Non perchè non voglia, ma le ho provate tutte e la capisco. E lo so che la peggiore cosa da fare è compiangere qualcuno quando è triste, ma a me viene spontaneo. Io non sono da " il dolore fortifica e rimboccati le maniche". Lo trovo ingiusto. Un cuore solitario è un cuore che non trova più la forza di battere. E in chirurgia capita che i cuori si possano cambiare. Il vecchio si butta e se ne innesta uno nuovo. Forse noi dovremmo fare uguale. ma come si fa?
Chi non ci è mai passato non sa di cosa sto parlando, e probabilmente è molto bravo a giudicare. Bravo solo a fare quello però.
Viola dall'alto della sua saggezza ci riempe di teorie psicologiche, ma io, che non sono una grande fan degli strizza cervelli, non la sto manco a sentire per un secondo.
Un cuore dolorante deve ritrovare una motivazione, non uno sfogo di mezz'oretta da 120 euri. Che alla sera mica c'è lo psicologo.
Ci sono partite di tennis che da un 5-1 sotto venogno vinte 5-7. Perchè scatta qualcosa. C'è quella forza che ti consiglia di non cadere e combattere.
La chiave forse è quella spinta che nasce dentro te e ti bisbiglia di non arrenderti.
E se non arriva questa forza? perchè a riempirsi la bocca di belle parole sono capaci tutti, ma la realtà è differente.
Orsetta risponde che ci sono tante altre cose: la vodka, lo zabaione, il cane, lo shopping, gli scampi e le amiche.
Io sono più propensa per un gin tonic.
A Torino sta continuando a diluviare, ma domani sembra arrivi il sole.
Questione di aspettative o di meteopatia.
Nel mio caso è questione di preghiere su preghiere su preghiere e ancora preghiere.
Che domenica in campagna deve fare il bello.
Che ho organizzato una grigliata e farla in cantina pare brutto.
Ma meteo.it .com .net. .laqualunque è dalla mia.
Tiè.
Tua Titti
La gente si scopre incapace di guidare e la cosa mi fa innervosire parecchio.
Sul giornale i titoli sono molto interessanti, tipo: i veri chef si riconoscono dal naso e le emozioni vengono racchiuse nelle tazzine.
Seguace1 si è appena fatta un selfie postandolo su instangram e ha scritto "chilling". Lei e il codice di procedura civile.
Il Boss è di pessimo umore.
Freddy sta contando i giorni che ci separano dal Natale.
Mia madre e Luca si mandano le faccine su whatsapp, e da ieri si danno del tu. Grazie alle faccine. Per la precisione quella che fa l'occhiolino.
Allegra si sente più sola che mai in questo periodo e io non posso aiutarla. Non perchè non voglia, ma le ho provate tutte e la capisco. E lo so che la peggiore cosa da fare è compiangere qualcuno quando è triste, ma a me viene spontaneo. Io non sono da " il dolore fortifica e rimboccati le maniche". Lo trovo ingiusto. Un cuore solitario è un cuore che non trova più la forza di battere. E in chirurgia capita che i cuori si possano cambiare. Il vecchio si butta e se ne innesta uno nuovo. Forse noi dovremmo fare uguale. ma come si fa?
Chi non ci è mai passato non sa di cosa sto parlando, e probabilmente è molto bravo a giudicare. Bravo solo a fare quello però.
Viola dall'alto della sua saggezza ci riempe di teorie psicologiche, ma io, che non sono una grande fan degli strizza cervelli, non la sto manco a sentire per un secondo.
Un cuore dolorante deve ritrovare una motivazione, non uno sfogo di mezz'oretta da 120 euri. Che alla sera mica c'è lo psicologo.
Ci sono partite di tennis che da un 5-1 sotto venogno vinte 5-7. Perchè scatta qualcosa. C'è quella forza che ti consiglia di non cadere e combattere.
La chiave forse è quella spinta che nasce dentro te e ti bisbiglia di non arrenderti.
E se non arriva questa forza? perchè a riempirsi la bocca di belle parole sono capaci tutti, ma la realtà è differente.
Orsetta risponde che ci sono tante altre cose: la vodka, lo zabaione, il cane, lo shopping, gli scampi e le amiche.
Io sono più propensa per un gin tonic.
A Torino sta continuando a diluviare, ma domani sembra arrivi il sole.
Questione di aspettative o di meteopatia.
Nel mio caso è questione di preghiere su preghiere su preghiere e ancora preghiere.
Che domenica in campagna deve fare il bello.
Che ho organizzato una grigliata e farla in cantina pare brutto.
Ma meteo.it .com .net. .laqualunque è dalla mia.
Tiè.
Tua Titti
lunedì 5 ottobre 2015
La meglio medicina
Pare che anche qui a Torino le stagioni cambino e i ricordi estivi si affievoliscano coi primi freddi. E coi primi freddi ci si possa prendere l'influenza, e dal sogno di un buon mojito alle 5 di pomeriggio ci si riduca ad anelare una grande e gustosa tazza di tè caldo.
Ottobre, se proprio devo dirla, non e' che sia una gran bella invenzione, soprattutto se ci si sveglia con quasi 39.
Però la vita al di fuori continua, perché Orsetta aveva il suo primo grande cliente da seguire come commercialista e la Doni da operare col primario un caso da 14 ore.
E così, mentre io me ne sono stata a letto a rimuginare, il mondo ha continuato a cullarsi nella sua aritmica frenesia, compreso lo studio di via Perrone.
Seguace1 mi ha bombardato per tutta la mattina di messaggi roventi nei confronti
di Freddy, e Freddy a sua volta nei confronti della prima. E non nascondo che mi abbia fatto piacere, perché rimanere a guardare fisso il soffitto e pensare per ore e ore e' cosa piuttosto malsana, soprattutto per chi- come la sottoscritta- alla stessa stregua del costruttore di sogni fantastici e romantici e' capace di cambiare abito in meno di un secondo e vestire quello del migliore distruttore degli stessi. Stessi sogni. Ora infranti.
E dire che ho fatto di tutto per occuparmi la giornata. Del tipo, mi sono dilettata in cucina, ho riletto l'Alchimista, ho rivisto l'intera serie di Narcos, e le prime due stagioni di grey's anatomy. Con tanto di pianto penoso in alcune puntate, che se c'è una cosa di cui mi vergogno e' piangere per un film. Però non è che le lacrime se bussano alla porta dei tuoi occhi puoi far finta di nulla e respingerle: per cui ciccia. Clinex e poi ancora clinex.
La fortuna vuole, grazie al cielo, che fra un morto e una vita salvata della serie americana abbia sentito Viola.
Ho nostalgia di quando eravamo tutte insieme qua a Torino e organizzavamo feste,balli, tradimenti, cene, e tante bevute. Però poi si cresce, e non ci si può fare niente.
Qualcuna si è sposata, qualcun altro ha avuto figli, qualcuno è diventato super carrierista, e qualcun altro sta ancora aspettando.
Certo, rimanere immobili non aiuta perché persino a Torino oltre al piemontese si parlano tante altre lingue e si possono incontrare persone con la mappa della città in mano che chiedono indicazioni.
Volere è potere, bisbiglia qualcuno.
Sarà la malattia?
Be' se la volizione e' la meglio medicina per la qualunque, questo ha fatto di me- almeno per oggi- cintura nera di torta di mele.
E domani?
Domani dicono che chi si ferma sia perduto, per cui...
Tua Titti
Però la vita al di fuori continua, perché Orsetta aveva il suo primo grande cliente da seguire come commercialista e la Doni da operare col primario un caso da 14 ore.
E così, mentre io me ne sono stata a letto a rimuginare, il mondo ha continuato a cullarsi nella sua aritmica frenesia, compreso lo studio di via Perrone.
Seguace1 mi ha bombardato per tutta la mattina di messaggi roventi nei confronti
di Freddy, e Freddy a sua volta nei confronti della prima. E non nascondo che mi abbia fatto piacere, perché rimanere a guardare fisso il soffitto e pensare per ore e ore e' cosa piuttosto malsana, soprattutto per chi- come la sottoscritta- alla stessa stregua del costruttore di sogni fantastici e romantici e' capace di cambiare abito in meno di un secondo e vestire quello del migliore distruttore degli stessi. Stessi sogni. Ora infranti.
E dire che ho fatto di tutto per occuparmi la giornata. Del tipo, mi sono dilettata in cucina, ho riletto l'Alchimista, ho rivisto l'intera serie di Narcos, e le prime due stagioni di grey's anatomy. Con tanto di pianto penoso in alcune puntate, che se c'è una cosa di cui mi vergogno e' piangere per un film. Però non è che le lacrime se bussano alla porta dei tuoi occhi puoi far finta di nulla e respingerle: per cui ciccia. Clinex e poi ancora clinex.
La fortuna vuole, grazie al cielo, che fra un morto e una vita salvata della serie americana abbia sentito Viola.
Ho nostalgia di quando eravamo tutte insieme qua a Torino e organizzavamo feste,balli, tradimenti, cene, e tante bevute. Però poi si cresce, e non ci si può fare niente.
Qualcuna si è sposata, qualcun altro ha avuto figli, qualcuno è diventato super carrierista, e qualcun altro sta ancora aspettando.
Certo, rimanere immobili non aiuta perché persino a Torino oltre al piemontese si parlano tante altre lingue e si possono incontrare persone con la mappa della città in mano che chiedono indicazioni.
Volere è potere, bisbiglia qualcuno.
Sarà la malattia?
Be' se la volizione e' la meglio medicina per la qualunque, questo ha fatto di me- almeno per oggi- cintura nera di torta di mele.
E domani?
Domani dicono che chi si ferma sia perduto, per cui...
Tua Titti
venerdì 2 ottobre 2015
Una vita normale
È questa continua lotta verso l'impossibile che frega. Sempre.
È questa guerra per affermare il proprio Ego insicuro e dubbioso che fa male.
È questo bisogno di raggirare gli ostacoli invece di affrontarli che alimenta le menzogne e rende fragili.
Perché chiedere sembra più facile, e rispondere risulta più arduo.
Torino è una città piccola e sta stretta.
Non offre granché. Da nessun punto di vista.
Allora voliamo via.
Via, via verso quel mondo che regala grandi grossi premi e cotillons, e in secondo piano tanti specchi per allodole.
I rapporti umani- da queste parti- sono sempre i medesimi: prevedibili e noiosi.
Da via Baretti a corso Massimo o da via Lamarmora a Viale Thovez poco cambia.
Il ventaglio di possibilità è deducibile a occhi chiusi: sempre la stessa solfa.
Anche i raviolini del plin.
Che poi quando andiamo all'estero-dopo 4 giorni- se non prima, si va alla ricerca disperata di un ristorante italiano. Formentera docet. Ma va be'.
Party e vernissage come a Parigi Londra e NewYork, nessuno mai.
Ma più che altro, chi mai ci è andato?
Bocche armate di cognomi pesanti e dita pronte a provare su calcolatrici mentali i vari zeri dei conti in banca altrui sembrano essere ormai il must della vita.
Carriera e soldi, soldi e carriera.
Un motto, un disegno fatale.
Per il resto c'è tempo, dicono.
L'altra sera parlavo a cena con la Doni.
Di sogni, desideri, speranze, e alla fine il regalo più grande, quello che è segretamente custodito nel mio cuore, quello per cui sarei pronta a sfidare il destino,quello che chiederei a Babbo Natale, e' solo uno:
la normalità.
NOR-MA-LI-TÁ.
Niente più niente meno.
Vorrei un uomo che tornasse a casa la sera, anche tardi, con cui mangiare la cena e ridere.
Vorrei dei bambini scoppiettanti che mi facessero arrabbiare come capita spesso e poi guardare i cartoni animati con loro.
Vorrei telefonare alle amiche e raccontare del periodo up&down con mio marito.
Vorrei suonare all'impazzata il clacson alle 7.40 del mattino perchè starò portando i bambini a scuola e sarò in ritardo.
Vorrei entusiasmarmi per una serata solo donne e niente marmocchi.
Vorrei ingelosirmi se qualche ragazza giovane guardasse il mio fidanzato con fare stuzzicante. ( forse questo no )
Vorrei impiegare un intero pomeriggio per preparare una torta mediocre e avere ugualmente l'applauso della mia famiglia perché saprebbero a priori dell'impegno.
Vorrei organizzare pranzi a casa con amici e figli, e pentirmene per l'ovvio disordine che combinerebbero.
Vorrei dare feste per i compleanni di tutti noi. Anche per il cane.
Vorrei imparare a fermarmi e riflettere. Che quello che faccio finta di non vedere oggi, mi annienterà domani.
Vorrei il sogno americano di un papà SuperMan e una mamma BridgetJones.
Vorrei alzare il telefono e dire "scusami se puoi, ma al cuore non si comanda", e aspettare paziente il perdono.
Vorrei non dover essere figlia di quel dio minore che sbiadisce i bei ricordi per miraggi falsi e ipocriti.
Vorrei rimanere sempre io, in bilico fra una razionalità torinese e una solarità brasiliana.
Vorrei aver paura e chiamare mia madre per domandare: come si fa?
Vorrei saper apprezzare la fortuna che mi circonda e non dimenticare mai una delle parole più importanti di cui sono a conoscenza: Grazie.
Vorrei camminare per via Po abbracciata alla persona che amo e ammirare insieme la bellezza della collina torinese.
Vorrei andare alla messa di mezzanotte a Natale e scambiare il segno della pace coi miei amici, anche con la persona che mi sta antipatica, per capire che una stretta di mano e' sufficiente ad agitare il battito tumultuoso del cuore.
Vorrei progettare con la persona scelta di costruire il nostro futuro, nel sole e nella pioggia.
Vorrei litigare urlare piangere col mio ragzzo e la stessa sera fare l'amore: una volta, due, e poi stanchi addormentarci abbracciati.
Vorrei continuare a giocare a tennis e farmi supplicare da Allegra di non menzionare più gli Us Open nei nostri incontri.
E se verrò additata come una persona banale, pazienza.
C'è qualcosa di più bello che poter vivere una vita normale con annessi e connessi?
Tua Titti
È questa guerra per affermare il proprio Ego insicuro e dubbioso che fa male.
È questo bisogno di raggirare gli ostacoli invece di affrontarli che alimenta le menzogne e rende fragili.
Perché chiedere sembra più facile, e rispondere risulta più arduo.
Torino è una città piccola e sta stretta.
Non offre granché. Da nessun punto di vista.
Allora voliamo via.
Via, via verso quel mondo che regala grandi grossi premi e cotillons, e in secondo piano tanti specchi per allodole.
I rapporti umani- da queste parti- sono sempre i medesimi: prevedibili e noiosi.
Da via Baretti a corso Massimo o da via Lamarmora a Viale Thovez poco cambia.
Il ventaglio di possibilità è deducibile a occhi chiusi: sempre la stessa solfa.
Anche i raviolini del plin.
Che poi quando andiamo all'estero-dopo 4 giorni- se non prima, si va alla ricerca disperata di un ristorante italiano. Formentera docet. Ma va be'.
Party e vernissage come a Parigi Londra e NewYork, nessuno mai.
Ma più che altro, chi mai ci è andato?
Bocche armate di cognomi pesanti e dita pronte a provare su calcolatrici mentali i vari zeri dei conti in banca altrui sembrano essere ormai il must della vita.
Carriera e soldi, soldi e carriera.
Un motto, un disegno fatale.
Per il resto c'è tempo, dicono.
L'altra sera parlavo a cena con la Doni.
Di sogni, desideri, speranze, e alla fine il regalo più grande, quello che è segretamente custodito nel mio cuore, quello per cui sarei pronta a sfidare il destino,quello che chiederei a Babbo Natale, e' solo uno:
la normalità.
NOR-MA-LI-TÁ.
Niente più niente meno.
Vorrei un uomo che tornasse a casa la sera, anche tardi, con cui mangiare la cena e ridere.
Vorrei dei bambini scoppiettanti che mi facessero arrabbiare come capita spesso e poi guardare i cartoni animati con loro.
Vorrei telefonare alle amiche e raccontare del periodo up&down con mio marito.
Vorrei suonare all'impazzata il clacson alle 7.40 del mattino perchè starò portando i bambini a scuola e sarò in ritardo.
Vorrei entusiasmarmi per una serata solo donne e niente marmocchi.
Vorrei ingelosirmi se qualche ragazza giovane guardasse il mio fidanzato con fare stuzzicante. ( forse questo no )
Vorrei impiegare un intero pomeriggio per preparare una torta mediocre e avere ugualmente l'applauso della mia famiglia perché saprebbero a priori dell'impegno.
Vorrei organizzare pranzi a casa con amici e figli, e pentirmene per l'ovvio disordine che combinerebbero.
Vorrei dare feste per i compleanni di tutti noi. Anche per il cane.
Vorrei imparare a fermarmi e riflettere. Che quello che faccio finta di non vedere oggi, mi annienterà domani.
Vorrei il sogno americano di un papà SuperMan e una mamma BridgetJones.
Vorrei alzare il telefono e dire "scusami se puoi, ma al cuore non si comanda", e aspettare paziente il perdono.
Vorrei non dover essere figlia di quel dio minore che sbiadisce i bei ricordi per miraggi falsi e ipocriti.
Vorrei rimanere sempre io, in bilico fra una razionalità torinese e una solarità brasiliana.
Vorrei aver paura e chiamare mia madre per domandare: come si fa?
Vorrei saper apprezzare la fortuna che mi circonda e non dimenticare mai una delle parole più importanti di cui sono a conoscenza: Grazie.
Vorrei camminare per via Po abbracciata alla persona che amo e ammirare insieme la bellezza della collina torinese.
Vorrei andare alla messa di mezzanotte a Natale e scambiare il segno della pace coi miei amici, anche con la persona che mi sta antipatica, per capire che una stretta di mano e' sufficiente ad agitare il battito tumultuoso del cuore.
Vorrei progettare con la persona scelta di costruire il nostro futuro, nel sole e nella pioggia.
Vorrei litigare urlare piangere col mio ragzzo e la stessa sera fare l'amore: una volta, due, e poi stanchi addormentarci abbracciati.
Vorrei continuare a giocare a tennis e farmi supplicare da Allegra di non menzionare più gli Us Open nei nostri incontri.
E se verrò additata come una persona banale, pazienza.
C'è qualcosa di più bello che poter vivere una vita normale con annessi e connessi?
Tua Titti
martedì 29 settembre 2015
De gustibus
A volte mi sento incompresa. Molto incompresa.
Talmente incompresa che Luca l'altra sera ha dovuto spostare l'orologio avanti di ben diciannove minuti a mia insaputa per via dell'abituale ritardo che ho.
E stamattina sono arrivata in via Perrone puntuale per la prima volta.
Seguace1 ha ricordato che i geni sono incompresi, e poi mi ha guardato.
Però va bè non è che me la prenda, aspetto solo il momento buono.
Con calma, mica ho fretta.
Del resto stamattina Freddy le ha fregato senza vergogna un cliente importante, con la aggiunta, davanti al boss, della banale frase "donne e motori non vanno d'accordo".
Perchè il cliente è l'amministratore delegato di una di quelle aziende a 4 ruote molto note, talmente note che seguace1 sognava da settimane di finire bella e spalmata sulla copertina di qualche rivista famosa.
Ci finirà Freddy.
Seguace1 non sapeva più cosa inventarsi, le ha provate tutte: dalla tragicità alla comicità, dal dramma del costo per lo sbiancamento dei denti, allo charme nel saper abbinare smalto e scarpe, dall'amore per i panda in via d'estinzione, al fatto che è donna ma che sa farsi rispettare come uomo, dalla filosofia di kant, alla conoscenza del mandarino, dalla ceretta al miele, alla guerra nel mondo: multitasking per dire.
E ha terminato urlando che l'oggetto in questione fosse solo un divorzio, ma Freddy era solo già uscito per prendere un caffè con il Signor Amministratore-dal-cuore-infranto.
Che -dico io- per parlare di corna, devi andare nel bar più costoso di Torino a mangiare tramezzini e bere vino bianco?
Il Boss dopo l'ultimo viaggio a Los Angeles ha deciso che l'organizzazione all'americana sarà il nostro punto di riferimento; 1) massimizzare i rapporti fra cliente e avvocato,2) massaggiare lo stato emotivo del cliente, e 3) rendere il colloquio con il cliente una sorta di dialogo informale.
Bisogna far sentire a proprio agio chi con dolore viene da noi per risolvere i propri problemi.
Il risultato per l'agio del cliente è stato pari a 178 euri.
Ma la mancia Freddy non l'ha lasciata. Perchè qua non regaliamo soldi, diceva con orgoglio mentre poneva sul tavolo della segretaria lo scontrino e faceva segno di metterlo in contabilità.
Il Boss è svenuto.
Seguace1 ha sottilineato che con lei non sarebbe successo. Di norma sono gli uomini a pagare in sua presenza, e mentre lo diceva ho visto nei suoi occhi quel barlume di speranza nel finire ancora in copertina, magari su Chi, il prossimo mese.
Il bello dei giovani rampanti - come Freddy- con 4 master e tanta fantasia è che se ne escono sempre citando due aforismi latini e 5 parole in lingua straniera.
Oggi ha optato per il classico in inglese: club-sandwich-ok-kendall-jackson.
Con il latino però non se l'è sentita.
De gustibus.
Tua Titti
Talmente incompresa che Luca l'altra sera ha dovuto spostare l'orologio avanti di ben diciannove minuti a mia insaputa per via dell'abituale ritardo che ho.
E stamattina sono arrivata in via Perrone puntuale per la prima volta.
Seguace1 ha ricordato che i geni sono incompresi, e poi mi ha guardato.
Però va bè non è che me la prenda, aspetto solo il momento buono.
Con calma, mica ho fretta.
Del resto stamattina Freddy le ha fregato senza vergogna un cliente importante, con la aggiunta, davanti al boss, della banale frase "donne e motori non vanno d'accordo".
Perchè il cliente è l'amministratore delegato di una di quelle aziende a 4 ruote molto note, talmente note che seguace1 sognava da settimane di finire bella e spalmata sulla copertina di qualche rivista famosa.
Ci finirà Freddy.
Seguace1 non sapeva più cosa inventarsi, le ha provate tutte: dalla tragicità alla comicità, dal dramma del costo per lo sbiancamento dei denti, allo charme nel saper abbinare smalto e scarpe, dall'amore per i panda in via d'estinzione, al fatto che è donna ma che sa farsi rispettare come uomo, dalla filosofia di kant, alla conoscenza del mandarino, dalla ceretta al miele, alla guerra nel mondo: multitasking per dire.
E ha terminato urlando che l'oggetto in questione fosse solo un divorzio, ma Freddy era solo già uscito per prendere un caffè con il Signor Amministratore-dal-cuore-infranto.
Che -dico io- per parlare di corna, devi andare nel bar più costoso di Torino a mangiare tramezzini e bere vino bianco?
Il Boss dopo l'ultimo viaggio a Los Angeles ha deciso che l'organizzazione all'americana sarà il nostro punto di riferimento; 1) massimizzare i rapporti fra cliente e avvocato,2) massaggiare lo stato emotivo del cliente, e 3) rendere il colloquio con il cliente una sorta di dialogo informale.
Bisogna far sentire a proprio agio chi con dolore viene da noi per risolvere i propri problemi.
Il risultato per l'agio del cliente è stato pari a 178 euri.
Ma la mancia Freddy non l'ha lasciata. Perchè qua non regaliamo soldi, diceva con orgoglio mentre poneva sul tavolo della segretaria lo scontrino e faceva segno di metterlo in contabilità.
Il Boss è svenuto.
Seguace1 ha sottilineato che con lei non sarebbe successo. Di norma sono gli uomini a pagare in sua presenza, e mentre lo diceva ho visto nei suoi occhi quel barlume di speranza nel finire ancora in copertina, magari su Chi, il prossimo mese.
Il bello dei giovani rampanti - come Freddy- con 4 master e tanta fantasia è che se ne escono sempre citando due aforismi latini e 5 parole in lingua straniera.
Oggi ha optato per il classico in inglese: club-sandwich-ok-kendall-jackson.
Con il latino però non se l'è sentita.
De gustibus.
Tua Titti
venerdì 25 settembre 2015
Basta così poco..
Sì, alla fine basta così poco per capire una persona.
Seguace1 che sulla scrivania ha un portofoto contenente un foglio bianco e una scritta
" Isteria amica mia, anche oggi portami via", c'è bisogno di aggiungere altro?
Freddy che è un fan dei post-it, e solo stamattina ho letto quello attacato allo schermo del pc " se rubi ti vede Dio, ma fai occhio che non ti veda io"? Cioè..
Il Boss invece è un uomo tutto d'un pezzo. Sulla scrivania, oltre a 10000 fascicoli, ha due oggetti: una mia foto di quando avevo 5 anni sugli sci, che noi siamo gente sportiva, e il cavallino della Ferrari.
Della serie: le chiacchere stanno a zero, e se lo sapesse mia madre ne sarebbe certamente molto lieta.
Non parliamo del commercialista che ha direttamente inquadrato la massima:
"Mogli e buoi sempre corna sono". E va bè.
Ma basta così poco è stato il tormentone della mattinata.
Ho sentito tuonare questa frase dalle ore 8 alle 12.30.
Il tutto riferito a una tassa di registro di una sentenza. Sentenza che ci ha dato torto in primo grado e che poi in secondo ha capito l'errore e ci ha dato ragione.
Un conto è pagare la quota fissa, ha sbraitato il Boss, un altro farsi rimborsare la progressiva.
Progressiva che per inciso ammonta a qualche allegra millata, e se gentilmente tornasse nel portafoglio del cliente sarebbe gran cosa.
E quindi stamattina sono rimasta chiusa negli uffici del tribunale per due ore con uno delle grandi eccelenze forensi cercando di spiegare quanto poco bastasse per rendere felici noi e la giustizia italiana.
Carissima, mi dice questo, chiedere il rimborso non costa, e sperare in un miracolo nemmeno.
Mentre stava terminando mi sono accorta della frase appesa dietro di lui:
"Chi di spada ferisce gli danno 14 anni senza condizionale, ah ah ah ah".
Ho ringraziato e me ne sono andata, in fondo basta così poco.
Tua Titti
Seguace1 che sulla scrivania ha un portofoto contenente un foglio bianco e una scritta
" Isteria amica mia, anche oggi portami via", c'è bisogno di aggiungere altro?
Freddy che è un fan dei post-it, e solo stamattina ho letto quello attacato allo schermo del pc " se rubi ti vede Dio, ma fai occhio che non ti veda io"? Cioè..
Il Boss invece è un uomo tutto d'un pezzo. Sulla scrivania, oltre a 10000 fascicoli, ha due oggetti: una mia foto di quando avevo 5 anni sugli sci, che noi siamo gente sportiva, e il cavallino della Ferrari.
Della serie: le chiacchere stanno a zero, e se lo sapesse mia madre ne sarebbe certamente molto lieta.
Non parliamo del commercialista che ha direttamente inquadrato la massima:
"Mogli e buoi sempre corna sono". E va bè.
Ma basta così poco è stato il tormentone della mattinata.
Ho sentito tuonare questa frase dalle ore 8 alle 12.30.
Il tutto riferito a una tassa di registro di una sentenza. Sentenza che ci ha dato torto in primo grado e che poi in secondo ha capito l'errore e ci ha dato ragione.
Un conto è pagare la quota fissa, ha sbraitato il Boss, un altro farsi rimborsare la progressiva.
Progressiva che per inciso ammonta a qualche allegra millata, e se gentilmente tornasse nel portafoglio del cliente sarebbe gran cosa.
E quindi stamattina sono rimasta chiusa negli uffici del tribunale per due ore con uno delle grandi eccelenze forensi cercando di spiegare quanto poco bastasse per rendere felici noi e la giustizia italiana.
Carissima, mi dice questo, chiedere il rimborso non costa, e sperare in un miracolo nemmeno.
Mentre stava terminando mi sono accorta della frase appesa dietro di lui:
"Chi di spada ferisce gli danno 14 anni senza condizionale, ah ah ah ah".
Ho ringraziato e me ne sono andata, in fondo basta così poco.
Tua Titti
giovedì 24 settembre 2015
Alziamo l'asticella
Il Boss vuole di più.
L'ha detto stamattina in riunione e l'ha ribadito nel pomeriggio.
Chi fa cadere la penna allo scoccare dell'ottava ora è un mediocre. Uno che non andrà mai da nessuna parte. Torino è una città di gran lavoratori. Di gente che sa conservare e accrescere il proprio patrimonio, o ancora più nobile di chi sa costruirsi da solo e porsi un traguardo ( con successo, si intende).
Freddy al termine del monologo ha applaudito con entusiasmo e si è quasi commosso. Tutto da solo.
Seguace1 ci è rimasta, perchè per la prima volta è stata spiazzata. Di norma è sempre stata lei la migliore in questo genere di cose. Cose tipo elogiare in maniera macchiavellica e nauseante qualunque pensiero, parola, gesto, e azione di mio padre.
Che poi dico io, alzare l'asticella è cosa sacro e santa, ma forse siamo in un mondo sbagliato. E mi spiace per il Boss, perchè lui è un appasionato. E' uno di quegli uomini, non perchè sia mio padre davvero, ma è uno di quelli che organizzano un discorso talmente bene, usando parole semplici ma in maniera talmente perfetta, che alla fine vorresti alzarti con ardore dalla sedia e dire " capo ci sono, combattiamo il mondo e vinciamo".
Ma questo è un mondo che gira attorno a sè stesso e non se ne esce. Fosse piatto almeno si provava a girarlo. Così invece niente.
Un mondo che si sofferma vigliaccamente a prendere in giro il prossimo per innalzare sè stesso.
Un mondo che di primo acchito ti è amico, e il secondo successivo ti ha voltato le spalle.
Un mondo che la parola condivisione è considerata solo nel tifo di una squadra di calcio.
Un mondo che si diletta con entusiasmo a sbeffeggiare una frase di una ragazzina emozionata su un palco di Miss Italia -rovinandole probabilmente il momento- e anzi, se la vedesse piangere in diretta tv proverebbe un qual certo piacere.
Un mondo che riscopre la virtù del coraggio solo nel fregare l'erba del vicino perchè più verde.
Un mondo che è bestialmente pecora e annichilisce il proprio pensiero in favore della massa.
Un mondo che si riempie la bocca di parole come diritti e doveri e non ne conosce il significato.
Un mondo che ha la sensibilità di un elefante e la leggiadria di un ippopotamo.
Un mondo che si commuove di più per la scelta di Costantino nel programma della De Filippi che per l'ignoranza della gente.
Un mondo che quando parla di "adozione" non ha la minima di idea di cosa significhi, e parla parla parla..
Un mondo che è terribilmente cinico e paradossalmente utopico.
Un mondo che oggi ci sei, e se domani non ci sei più se ne infischia.
Perchè io mi ricordo quella là con cui a volte andavo a prendere il sushi e stupidamente mi confidavo. Bon, ha fatto il bel matrimonio, è entrata nell'entourage giusto, e ciao ciao care cose. Che poi anche qua, definire a Torino "entourage giusto" ci vuole fantasia. Che per quanto mi riguarda, le persone con cui esco e che definisco amici, altro che entourage giusto, sono "la meglio gente del mondo" .
E poi c'era quell'altro che sembrava voler dare un rene per me. Che gli dicevo, ma no guarda non ne ho bisogno, e lui niente insisteva, davvero fammi operare, me lo tolgo e al massimo lo tieni lì che non si sa mai. E io quasi imbarazzata per cotanta generosità e gentilezza non sapevo più come comportarmi per ringraziarlo. E poi? Poi niente, forse gli alieni l'hanno rapito, perchè a chi l'ha visto nessuno ne sa nulla.
Che potrei andare avanti per ore, elencando aneddoti in maniera comica e ironica, e magari a zelig mi chiederebbero pure di buttare giù due righe, però non raccontiamocela: sono verità che lasciano quel retrogusto amaro in bocca. Che danno il quadro preciso di come siano le persone con cui ci si relaziona, e soprattutto in quale realtà si viva.
Poi ochei, io sono una entusiasta. Forse anche troppo, per carità. Una che si butta a capo fitto se ci crede. Una che ci mette il cuore e anima, una da amore a prima vista e poi per sempre non lasciamoci più, perchè mica mi passa. Donne, uomini, animali etc. Non è che faccia differenza io; del resto siamo tutti sulla stessa barca.
Per dire, sono tornata dalla pausa pranzo in studio e con orgoglio ho mostrato la foto del calcetto lungo non so quanti metri in Via Roma. Che secondo me è una gran figata. Perche' mi ero già fatta il film mentre svoltavo in via Perrone da via Bertola, senza sapere assolutamente che tipo di evento/manifestazione fosse. Perchè a me piacciono queste cose in cui ci si sente una squadra unita, in cui si batte il cinque con lo sconosciuto, in cui vecchi e giovani sono alla pari etc etc..
Tipo in Colombia che si faceva amicizia con chiunque, con il taxista di Cali con cui poi abbiamo bevuto una birra alla sera e ci si scambiava opinione su tutto. Dalla visione del ruolo delle donne alla ricetta per la migliore empanada sudamericana.
Ecco, dicono che togliersi dalla testa gli stupidi indottrinamenti inculcatici negli anni passati sia cosa buona e giusta.
Abbassare le bigotte barriere da chiusura mentale sia prova di maturità ed intelligenza.
Stupirsi per una sciocchezza sia un'emozione che arricchisce e commuove.
Credere nella possibilità del cambiamento- per me - è provare ad alzare notevolmente l'asticella.
Tua Titti
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