martedì 13 gennaio 2015
.. opening soon...
Marrakech 28/12/2014 - 4/01/2015: clinic tennis e golf.
Ho avuto paura.
Tanta paura.
A parole siamo tutti bravi ad assumerci responsabilità di qualsiasi tipo, poi quando ti ci ritrovi dentro fino al collo non è che puoi tanto tirarti indietro.
E se non va bene? E se piove? E se qualcuno si fa male? E se mi viene la febbre? E se non andiamo d'accordo? bla bla bla... ma quante insicurezze? ( che non è del capricorno essere così..)
Cioè, hai presente quando vedi tutto nero? Io peggio.
La sera prima del viaggio mi ricordo che ho pesato la valigia, di 7 kg superiore alla misura consentita, e mi sono buttata nel letto.
Della serie " cominciamo subito con pagare la multa al check-in, perchè non posso mica togliere quei mille vestiti e prodotti inutili?"...
Pronti, partenza, via.
Uao.
Uao tutto, davvero.
Uao il gruppo. Uao il clima. Uao il posto. Uao le risate. Insomma: mille volte UAO!( e non ho pagato neanche la multa, cioè..)
Ora posso affermarlo, è andata bene. Anzi, più che bene.
Devo dire comunque che la scelta- ponderata da mesi- non era mica ricaduta su un Tizio e Sempronio qualsiasi.
E no.
Avevo ben selezionato con accuratezza il trentenne tennista numero 1 più o meno al mondo e collega, e fallire su questo punto sarebbe stato pressochè impossibile.. e infatti così è stato.
Sono ritornata silenziosa e melanconica.
"E' solo una vacanza, fatti furba" mi è stato gentilmente detto.
Eh lo so da me che è solo una vacanza, però quando ci metti il cuore, la voglia e l'impegno, e peraltro realizzi un progetto che alla fine della fiera risulta positivo, bè vedi che "è solo una vacanza-fatti furba" acquista un peso di tutt'altra dimensione.
Cose Negative?
Quasi nessuna, a parte la voglia dei gentili cittadini locali di prenderci in giro al momento dei pagamenti e i serpenti in mezzo alla piazza alle ore 5 per lo spettacolo imperdibile(per gli altri).
Cose positive?
A capodanno non sono caduta rovinosamente a terra causa litri di vodka ingeriti ( nave scuola di anni e anni), non ho litigato seriamente con nessuno, ho perso qualunque partita l'ultimo giorno ( la clinic mi è servita molto), non vorrò-almeno per un anno-mangiare marocchino, ho cento chat di gruppo che variano fra "clinic marrakech" "gruppo marrakech" "we love marrakech" "back to marrakech" " marrakech oh yeah" e in alcune ho dovuto mettere il silenzioso per le notifiche..
A parte gli scherzi: grazie.
Grazie perchè unire l'utile al dilettevole è la miglior ricetta per un risultato vincente.
Grazie perchè ho avuto modo di conoscere persone nuove, come il Signor C.B, Signor A.G, signor F.Q. e tanti altri.
Grazie perchè ho avuto amici che hanno creduto in questa mia proposta tennistica e mi hanno dato carta bianca.
Grazie perchè ogni volta che guarderò le foto comprate al Pachà per la modica cifra di 10 euri l'una, mi tornerà sempre il sorriso e il buon umore...
Grazie.
Il Signor F e io intanto, che sul posto mi piaceva molto chiamarlo " mon Chef", siamo pieni di entusiasmo e carichi per organizzarne un'altra. Un'altra avventura sportiva e non solo. Al caldo, al sole, al mare e con la stessa passione per stare tutti insieme fra una pallina da tennis e un bicchiere di vino.
Chi vorrà essere dei nostri... la meta prossima sarà spagnola... probabilmente su una delle isole che da sempre ho nel cuore:
Ibiza.. opening soon.
Tua Titti
martedì 11 novembre 2014
Trentenni e oltre
E' che poi un giorno ti svegli e hai un'età. Qualunque età.
Non dico venti, trenta, quaranta, cinquanta, dico un'età. Un'età in cui ti fai due domande.
Due domande che però non sono a caso, tipo che tempo farà domani, o quanto ha fatto la juve o il toro.
Due domande di tutto rispetto, di un certo spessore intendo, e a quel punto, sì e solo a quel punto, sarà un gran casino. Perchè puoi mentire a tutti, anche a te stesso- se proprio vuoi scherzarti-, ma allo specchio in cui ti stai guardando fisso da ore, no.
No, perchè poi comincerà a tremare tutto il tuo castello di cristallo, che con tanta cura negli anni hai costruito, e scricchiolerà. Prima scricchiolerà e poi tremerà.
Ma in realtà non è lui che trema, il castello di cristallo; sei tu. Questo è il vero problema.
Cioè, in questi casi non si fanno sconti. Tipo, il signore che abita in crocetta è più agevolato di Sempronio che vive in corso Belgio. O Tizio di strada Santa Brigida avrà meno problemi di Caio che sta a Pino Torinese. No.
No, perchè la vita, quella vera, non prevede scorciatoie.
E allora hai due possibilità, o stai con lui o stai contro di lui. Lui che però sei tu, ed è un pasticcio.
Che poi diciamocela tutta, qua a Torino sono poche le persone che cadono in piedi, che dormono ogni notte con visi angelici, che al mattino preparano la colazione del campione ed escono di casa fischiettando e battono le mani a tempo di tic tac.
E' martedì sera, uno strano martedì sera. Uno di quelli che avevi immaginato in un modo, e come sempre è finito in maniera diversa.
Mi piace ascoltare i problemi altrui, molto più che raccontarli.
Da buon capricorno ho sempre la mia da dire e consigliare. Emano sentenze superando spesso il limite di velocità, ma raramente prendo la multa. Questo è sempre perchè sono capricorno, e i capricorni sono persone molto sensibili.
Che poi la storia dell'età è un macchiavellico pensiero per cercare di cristallizzare il tempo. Lo dici a venti pensando ai trenta. Lo dici a trenta pensando a quelli di quaranta e cosi vià.
Ma ho conosciuto diciottenni più vecchi di alcuni cinquatenni, e settantenni più giovani di noi trentenni.
Sarà che la vita va per il verso che deve, e che uno si scervella per capirla quando la soluzione potrebbe celarsi nello sguardo di due occhi grandi e veri che sanno amare, o almeno ci provano.
Sarà che disarmare l'infelicità è un mestiere di troppo pregio per i trentenni che numerosi preferiscono correre dietro a falsi ideali e finti miti.
Sarà che la ricetta del sorriso spesso rimane incastrata nelle favole dei ricordi di chi non vuole più nulla, "un trucco da poveri, ma funziona sempre".
Sarà che anni fa ho conosciuto un tipo, un gran bel tipo, uno di quelli che pur aiutandoti con la fantasia non saresti arrivata a tanto. Ecco, sto tipo era stato anni prima campione nazionale di Francia di sci nautico, con sacrifici annessi e connessi. Poi il destino, va' a sapere, gli si rivolta contro. Capita. Capita ben di peggio se è per questo, però per uno che aveva impostato la sua vita e il suo futuro in una direzione, vedersela dirottata all'improvviso è un inferno. Incidente, sta in coma per mesi, si risveglia e deve ricominciare. Da nuovo.
Sarà che come lui altri -sportivi e non-, hanno dovuto ripartire da zero con l'incrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro, il mattino dopo il temporale.
E' stato solo un martedì sera alla Lutece, guardando a volte fuori se stesse continuando a piovere, pregando smettesse causa ombrello dimenticato, focalizzato su dubbi e misteri inerenti al campo maschile, intermezzato dal tennis (ovviamente), incorniciato da frivole questioni femminili (perchè oltre a una racchetta c'è di più) e alla fine spensierato.
Non ha poi smesso di piovere, maledizione!
Tua Titti
Non dico venti, trenta, quaranta, cinquanta, dico un'età. Un'età in cui ti fai due domande.
Due domande che però non sono a caso, tipo che tempo farà domani, o quanto ha fatto la juve o il toro.
Due domande di tutto rispetto, di un certo spessore intendo, e a quel punto, sì e solo a quel punto, sarà un gran casino. Perchè puoi mentire a tutti, anche a te stesso- se proprio vuoi scherzarti-, ma allo specchio in cui ti stai guardando fisso da ore, no.
No, perchè poi comincerà a tremare tutto il tuo castello di cristallo, che con tanta cura negli anni hai costruito, e scricchiolerà. Prima scricchiolerà e poi tremerà.
Ma in realtà non è lui che trema, il castello di cristallo; sei tu. Questo è il vero problema.
Cioè, in questi casi non si fanno sconti. Tipo, il signore che abita in crocetta è più agevolato di Sempronio che vive in corso Belgio. O Tizio di strada Santa Brigida avrà meno problemi di Caio che sta a Pino Torinese. No.
No, perchè la vita, quella vera, non prevede scorciatoie.
E allora hai due possibilità, o stai con lui o stai contro di lui. Lui che però sei tu, ed è un pasticcio.
Che poi diciamocela tutta, qua a Torino sono poche le persone che cadono in piedi, che dormono ogni notte con visi angelici, che al mattino preparano la colazione del campione ed escono di casa fischiettando e battono le mani a tempo di tic tac.
E' martedì sera, uno strano martedì sera. Uno di quelli che avevi immaginato in un modo, e come sempre è finito in maniera diversa.
Mi piace ascoltare i problemi altrui, molto più che raccontarli.
Da buon capricorno ho sempre la mia da dire e consigliare. Emano sentenze superando spesso il limite di velocità, ma raramente prendo la multa. Questo è sempre perchè sono capricorno, e i capricorni sono persone molto sensibili.
Che poi la storia dell'età è un macchiavellico pensiero per cercare di cristallizzare il tempo. Lo dici a venti pensando ai trenta. Lo dici a trenta pensando a quelli di quaranta e cosi vià.
Ma ho conosciuto diciottenni più vecchi di alcuni cinquatenni, e settantenni più giovani di noi trentenni.
Sarà che la vita va per il verso che deve, e che uno si scervella per capirla quando la soluzione potrebbe celarsi nello sguardo di due occhi grandi e veri che sanno amare, o almeno ci provano.
Sarà che disarmare l'infelicità è un mestiere di troppo pregio per i trentenni che numerosi preferiscono correre dietro a falsi ideali e finti miti.
Sarà che la ricetta del sorriso spesso rimane incastrata nelle favole dei ricordi di chi non vuole più nulla, "un trucco da poveri, ma funziona sempre".
Sarà che anni fa ho conosciuto un tipo, un gran bel tipo, uno di quelli che pur aiutandoti con la fantasia non saresti arrivata a tanto. Ecco, sto tipo era stato anni prima campione nazionale di Francia di sci nautico, con sacrifici annessi e connessi. Poi il destino, va' a sapere, gli si rivolta contro. Capita. Capita ben di peggio se è per questo, però per uno che aveva impostato la sua vita e il suo futuro in una direzione, vedersela dirottata all'improvviso è un inferno. Incidente, sta in coma per mesi, si risveglia e deve ricominciare. Da nuovo.
Sarà che come lui altri -sportivi e non-, hanno dovuto ripartire da zero con l'incrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro, il mattino dopo il temporale.
E' stato solo un martedì sera alla Lutece, guardando a volte fuori se stesse continuando a piovere, pregando smettesse causa ombrello dimenticato, focalizzato su dubbi e misteri inerenti al campo maschile, intermezzato dal tennis (ovviamente), incorniciato da frivole questioni femminili (perchè oltre a una racchetta c'è di più) e alla fine spensierato.
Non ha poi smesso di piovere, maledizione!
Tua Titti
martedì 4 novembre 2014
Pensieri così..
..che vanno e vengono tumultuosi fra un ombrello bucato e una macchina pronta a farti la doccia mentre cammini a fatica fra le pozzanghere.
Del tipo che domani in studio mi presento con la cerata e gli stivali di gomma che usavo per raccogliere i pomodori nell'orto in campagna, del tipo che seguace-mediocre stamattina ci ha tenuti durante la pausa caffè a meditare sul polverone moncler che in realtà è tutto una mossa politica, del tipo che almeno una volta al mese mi dico "qualcosa deve cambiare" e mi rendo conto che da anni ormai nulla cambia, del tipo che il Boss passati i 60 anni non è più invecchiato e mia madre sta pianificando, a questo punto, il famigerato botulino, del tipo che su facebook dopo la novità ocaiola di ieri nessuno più ne parla, però la storia delle piume insanguinate a parere di Ginevra è stata montata perchè se no puzzerebbe la giacca, del tipo che dovevo avere una cena importante ieri sera e due ore prima mi è saltata, e quindi mi sono ritrovata davanti alla tv a commentare marco bocci che è sempre vestito uguale da 9 puntate a questa parte, ma comunque sempre un bel vedere, del tipo che vorrei sentire il mio cuore battere forte non solo per la fatica di una partita a tennis ma per qualcuno, del tipo che ho appuntamento fra un'ora al Tar e come in una tragicomica commedia non avendo l'ombrello ho dovuto comprarlo per strada alla modica cifra di 12 euri, del tipo che la portinaia sta cucinando non so cosa con le cipolle e da un'ora- obbligati a respirare con la bocca- ci sentiamo in apnea, del tipo che in ufficio c'è aria di crisi ma il telefona squilla come non ci fosse un domani, del tipo che mi è arrivata l'ennesima multa e voglio piangere, del tipo che Viola ha perso il cellulare ed esige che gliene presti uno io, anzi il mio, ma se lo può scordare, del tipo che ho litigato con Tommi perchè mi ha preso in giro sul fatto che sono troppo permalosa, del tipo che mi sento in colpa per aver mangiato un panino al Mc e che per altro non ho ancora digerito, del tipo che Orsetta vuole sfidarmi a tennis ed è determinata non solo a battermi ma proprio ad asfaltarmi ( le amiche...), del tipo che odio tutti, e ho pure freddo.
Pensieri così.. che vanno e vengono, tumultuosi e insensati, fra la sensazione di ghiaccio ai piedi e uno starnuto inizialmente lì lì pronto per.. e poi non più.
Sono pensieri cosi, per carità..
E comunque dietro alla palline da tennis non c'è alcun animale maltrattratto, e nessun lavoratore licenziato.
Questo è importante.
Tua Titti
lunedì 3 novembre 2014
Il paradosso del perbenismo
Ok, l'anima del PM di stamattina si sta impossessando di me.
Lo sento. Me lo sento e mi dispiace, un pochino. Non troppo.
Sarà che noi capricorno dopo un po' scoppiamo, che siamo persone sensibili, che riteniamo le sfumature utili solo a dare più sapore a un piatto, che abbiamo dentro un senso di giustizia innato e forse pure esagerato, però quando vediamo/leggiamo/sentiamo cose che voi umani.. ecco, non ce la facciamo più.
Tipo?
Tipo l'allarme dei piumini fatto da oche vive, con tanto di mea culpa e lacrime da coloro i quali si sono scoperti possessori di tale sfregio.
(e i Vegani? O forse ci sono oche alla soia? Chi lo sa..)
Cioè, quello che mi da fastidio sono coloro i quali puntano il dito, tipo i predicatori del medioevo indicandoti "domus peccatorum" e che nell'armadio avranno asili nido di ermellini pronti a scaldare il collo dal gelo invernale.
Cioè, preferisco un Renzo che porta all'avvocato 4 capponi -vivi- per pagargli la consulenza, "perché non bisogna mai andare con le mani vuote da quei signori. Per consegnarglieli, Agnese riunì le loro otto gambe, come se facesse un mazzetto di fiori, le avvolse e le strinse con uno spago."
"Lascio pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe a capo all'in giù, nella mano di un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. (…) e dava loro di fiere scosse, e faceva sbalzare quelle teste spenzolate; le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura."
Che se Manzoni fosse stato dei nostri tempi a quest'ora.. sai quante denunce? Pagine rosse oserei dire...
O meglio: scendiamo in piazza e ci ribelliamo? Tutti a casa?
Partendo da altre cause, chiedo ovviamente scusa alle oche spennate, ma ci sono bambini che cuciono palloni da calcio, ci sono bambini che vengono venduti, ci sono mattanze di ogni sorta e genere, ci sono ragazzine di 12 anni date in sposa a dei vecchi, ci sono pozzi che si chiamano così per scherzo perchè in fondo l'acqua non c'è, ci sono uomini schiavi che non diventano Trimalcione,anzi..etc etc etc..
E poi ci sono i cretini che vendono il moncler, dico io almeno regalalo, in segno di cordoglio alle famiglie delle oche. E con orgoglio lo scrivono a caratteri cubitali, ovunque. Alcuni ostentando con il famigerato cancelletto #iostoconleoche e altri senza. Perchè non si capisce ancora se piaccia o non piaccia, il cancelletto. O se faccia più #figo dire che lo si detesta o più #cool perchè sei nel settore marketing di non so quale mega azienda.
Poi io non faccio testo, vivo col Boss che nonostante si stia sforzando a stare al passo coi tempi critica molto queste trovate "virtuali".
Infatti preferisce non installare manco whataspp. Perchè i messaggi vecchio stile sono sicuri e certi, perchè internet è un bel modo di vivere ma una volta che non c'era nulla di tutto ciò si stava decisamente meglio.
Anzi, si stava ancora meglio quando si chiamava a casa per poter parlare con la fidanzata e chiederle di uscire.
Meglio quando a tavola si trovavano gli agnolotti freschi fatti in casa con tanto di ripieno di carne.
Meglio quando..Che potrei andare avanti per pagine e pagine elencando i pregi di allora e i difetti di adesso. Applaudendo un po' a destra e un po' a sinistra. Che vincere facile non è assolutamente difficile. E siamo tutti d'accordo, però non abbassiamoci a fare il gioco dell'oca.
Oca peraltro pure spennata.
Tua Titti
Lo sento. Me lo sento e mi dispiace, un pochino. Non troppo.
Sarà che noi capricorno dopo un po' scoppiamo, che siamo persone sensibili, che riteniamo le sfumature utili solo a dare più sapore a un piatto, che abbiamo dentro un senso di giustizia innato e forse pure esagerato, però quando vediamo/leggiamo/sentiamo cose che voi umani.. ecco, non ce la facciamo più.
Tipo?
Tipo l'allarme dei piumini fatto da oche vive, con tanto di mea culpa e lacrime da coloro i quali si sono scoperti possessori di tale sfregio.
(e i Vegani? O forse ci sono oche alla soia? Chi lo sa..)
Cioè, quello che mi da fastidio sono coloro i quali puntano il dito, tipo i predicatori del medioevo indicandoti "domus peccatorum" e che nell'armadio avranno asili nido di ermellini pronti a scaldare il collo dal gelo invernale.
Cioè, preferisco un Renzo che porta all'avvocato 4 capponi -vivi- per pagargli la consulenza, "perché non bisogna mai andare con le mani vuote da quei signori. Per consegnarglieli, Agnese riunì le loro otto gambe, come se facesse un mazzetto di fiori, le avvolse e le strinse con uno spago."
"Lascio pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe a capo all'in giù, nella mano di un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. (…) e dava loro di fiere scosse, e faceva sbalzare quelle teste spenzolate; le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura."
Che se Manzoni fosse stato dei nostri tempi a quest'ora.. sai quante denunce? Pagine rosse oserei dire...
O meglio: scendiamo in piazza e ci ribelliamo? Tutti a casa?
Partendo da altre cause, chiedo ovviamente scusa alle oche spennate, ma ci sono bambini che cuciono palloni da calcio, ci sono bambini che vengono venduti, ci sono mattanze di ogni sorta e genere, ci sono ragazzine di 12 anni date in sposa a dei vecchi, ci sono pozzi che si chiamano così per scherzo perchè in fondo l'acqua non c'è, ci sono uomini schiavi che non diventano Trimalcione,anzi..etc etc etc..
E poi ci sono i cretini che vendono il moncler, dico io almeno regalalo, in segno di cordoglio alle famiglie delle oche. E con orgoglio lo scrivono a caratteri cubitali, ovunque. Alcuni ostentando con il famigerato cancelletto #iostoconleoche e altri senza. Perchè non si capisce ancora se piaccia o non piaccia, il cancelletto. O se faccia più #figo dire che lo si detesta o più #cool perchè sei nel settore marketing di non so quale mega azienda.
Poi io non faccio testo, vivo col Boss che nonostante si stia sforzando a stare al passo coi tempi critica molto queste trovate "virtuali".
Infatti preferisce non installare manco whataspp. Perchè i messaggi vecchio stile sono sicuri e certi, perchè internet è un bel modo di vivere ma una volta che non c'era nulla di tutto ciò si stava decisamente meglio.
Anzi, si stava ancora meglio quando si chiamava a casa per poter parlare con la fidanzata e chiederle di uscire.
Meglio quando a tavola si trovavano gli agnolotti freschi fatti in casa con tanto di ripieno di carne.
Meglio quando..Che potrei andare avanti per pagine e pagine elencando i pregi di allora e i difetti di adesso. Applaudendo un po' a destra e un po' a sinistra. Che vincere facile non è assolutamente difficile. E siamo tutti d'accordo, però non abbassiamoci a fare il gioco dell'oca.
Oca peraltro pure spennata.
Tua Titti
lunedì 27 ottobre 2014
La regola dell'addizione
Ciascuno di noi ha un odore.
Spesso, almeno a me capita, associamo alcuni ricordi o perone a diversi profumi.
Una sorta di dejà vu.
E così mi è capitato stamattina: l'inverrno alle porte.
Camminavo per Via Bertola e l'ho captato. Inconfondibile.
L'ho sentito dal mio umore funereo. L'ho sentito vedendo foto di alcuni amici che pubblicano montagne innevate con scritte " powder soon" "amo la fresca" " adesso si ragiona" etc etc.. L'ho sentito perchè qualcuno mi ha chiesto se avessi voluto riproporre per Natale una festa. L'ho sentito perchè stamattina sono uscita di casa col cappotto. L'ho sentito perchè fra 3 mesi compio gli anni e mi sembra impossibile stia capitando a me.
L'ho sentito perchè i tuffi a bomba in mare aperto, poco stilosi ma molto appaganti lo assicuro, sembrano ormai appartenere a una vita fa. E soprattutto l'ho sentito quando poc'anzi mi ha chiamato la nota compagnia telefonica rompiballe per chiedermi se fossi stata interessata al "christmas phone".
Che tristezza.
Il Boss all'udire " no grazie ho già un contratto" si è catapultato nella mia stanza urlando.
Basta!
Il Boss, c'è da dire, ha anche le sue ragioni, visto che paga come un banchiere per tutta la sua famiglia la bolletta di due telefoni ogni mese.
Un componente sono io, per cui tanto allegro capisco non lo possa essere.
La cugi dice "money is just a paper", ma lo scrive solo in chat. A mio padre non oserebbe.
Viola e Anna sono abbastanza allegre invece. A fasi alterne si intende, come è giusto che sia nel nostro universo. Ma meglio di me.
Hanno compiuto gli anni: il chè vuol dire molte riflessioni sulla vita e brindisi piuttosto alcolici come scusa.
Mi viene da ridere.
Con loro ho trascorso periodi folli. Sotto tutti i punti di vista.
Siamo passate attraverso molteplici fasi:
- Gazelle e Stan Smith
- Hanno ucciso l'uomo ragno, e One more time
- DrMartens e Barracuda
- Hennessy e Berbeda ( o Barbeda, mai detto giusto credo)
- Seminari diritto Privato e esame opzionale di statisitica
- Zebra e Cave
- Convivenza, e sonodi nuovo single
- Nycity e Torinochenoia
- Rosè fresco in estate e Barolo in baita
- Sono stata tradita e perdonare non è facile
- Vorrei essere Adriana Lima e prossima vita rinasco Ivanovich
- Che bello l' Amore, e starò sola per sempre
- Adoro il cibo, e mangio 3 nigiri salmone massimo al giorno
- Vacanze faraoniche, e chi ci ospita questa estate?
- Mi piace l'uomo maturo, e Anche i giovani non sono male
- Sono stata eliminata al primo turno della racchetta d'oro e sono arrivata ai quarti
- Vorrei una famiglia con 3 bambini, e ma ci sposeremo?
- Lo sci è lo sport più divertente del mondo e toccatemi il tennis e sarò capace della qualunque
- Vodka e Gin ( ma anche tutto il resto in realtà)
- Vorrei un bravo ragazzo tranquillo e senza troppi hobby e se non fa almeno 3 sport fra cui il tennis non lo degno di uno sguardo
- Ho voglia di ballare come una matta, e Senza tavolo non metto piede in disco
- Amo Cami e per me non esiste più Cami
- Mascara rossetto cipria smalto etc sempre in borsa, e solo con il burrocacao
- W le gastronomie che risolvono le cene senza fatica e sono iscritta a 2 corsi diversi di alta cucina
- Foto di ieri e foto di oggi
Ieri:, a partire da destra in basso: Viola, Allegra, Anna, Ginevra, Orsetta, Giulia, Azzurra e io.
Oggi, cominciando dall'alto a sinistra: Azzurra, Ginevra, Io, Orsetta, Anna, Viola, Giulia e Allegra.
Scambiando gli addendi il risultato non cambia. Easy.
Tua Titti
giovedì 9 ottobre 2014
Il "deal breaker"
Da quando Giorgino di Big&Vip mi ha detto che si sposerà non lo sopporto più.
E' diventato come uno di loro. Uno di quegli avvocati che se la tirano e che infilano ogni 3 parole qualcosa in inglese. Mi viene da dire " ma parlate come mangiate", poi noto che sono tutti rachitici, e allora sto zitta.
L'ultima è stata di qualche mattina fa durante la pausa caffè.
Un tizio, un collega di Giorgin, raccontando del suo traferismento a Londra si è sentito in dovere di comunicarci che quello è stato il suo "deal breaker" con la ragazza.
Grasse chiassose risate.
"No humor no happiness" mi ha sibillato Giorgino vedendo la mia faccia.
"Stai diventando una zitellaccia, e dire che non sei manco così vecchia.."
"Due che si lasciano fa ridere?".
Ok, per distrarmi mi sono iscritta a un corso di cucina con Ginevra e Tommi.
Uno di quei corsi da "Torino beine" mica pizzi e fichi. Talmente "BEINE" che ho dovuto chiedere un prestito al Boss, giusto per capirci.
La lezione introduttiva è stata molto interessante.
Lo chef ci ha accolti, anzi prima ci ha squadrati, poi ci ha accolti, e infine ci ha messo in una sala del 700' su un divano che solo a guardarlo avevamo paura a sgualcirlo.
Una chiaccherata prima di accedere alla cucina.
Mani curate, voglia di creare e allegria: ecco gli ingredienti base per la riuscita di un buon piatto.
Perchè?
Usciti dal corso Ginni Tommi e io per cinque minuti non abbiamo aperto bocca.
Ci rimangono le grandi e curiose aspettative sui nostri futuri compagni di questo "cammino culinario" come l'ha chiamato lo Chef.
Per quanto mi riguarda, sono giunta pure io al "deal breaker" con iniziative di cotanta genialità.
C'è il Bimbi di mia cugina, di Giulia, e tante gastronomie..perchè complicarsi?
E' molto triste, me ne rendo conto.
Ma Torino è grigia, fa freddo e sui campi da tennis stanno montando i palloni, cioè..
Tua Titti
ps. Ringrazio tutti coloro che hanno espresso solidarietà per la scelta del miglior gelato di Torino.
E' bello non sentirsi soli... ;)
E' diventato come uno di loro. Uno di quegli avvocati che se la tirano e che infilano ogni 3 parole qualcosa in inglese. Mi viene da dire " ma parlate come mangiate", poi noto che sono tutti rachitici, e allora sto zitta.
L'ultima è stata di qualche mattina fa durante la pausa caffè.
Un tizio, un collega di Giorgin, raccontando del suo traferismento a Londra si è sentito in dovere di comunicarci che quello è stato il suo "deal breaker" con la ragazza.
Grasse chiassose risate.
"No humor no happiness" mi ha sibillato Giorgino vedendo la mia faccia.
"Stai diventando una zitellaccia, e dire che non sei manco così vecchia.."
"Due che si lasciano fa ridere?".
Ok, per distrarmi mi sono iscritta a un corso di cucina con Ginevra e Tommi.
Uno di quei corsi da "Torino beine" mica pizzi e fichi. Talmente "BEINE" che ho dovuto chiedere un prestito al Boss, giusto per capirci.
La lezione introduttiva è stata molto interessante.
Lo chef ci ha accolti, anzi prima ci ha squadrati, poi ci ha accolti, e infine ci ha messo in una sala del 700' su un divano che solo a guardarlo avevamo paura a sgualcirlo.
Una chiaccherata prima di accedere alla cucina.
Mani curate, voglia di creare e allegria: ecco gli ingredienti base per la riuscita di un buon piatto.
Perchè?
Usciti dal corso Ginni Tommi e io per cinque minuti non abbiamo aperto bocca.
Ci rimangono le grandi e curiose aspettative sui nostri futuri compagni di questo "cammino culinario" come l'ha chiamato lo Chef.
Per quanto mi riguarda, sono giunta pure io al "deal breaker" con iniziative di cotanta genialità.
C'è il Bimbi di mia cugina, di Giulia, e tante gastronomie..perchè complicarsi?
E' molto triste, me ne rendo conto.
Ma Torino è grigia, fa freddo e sui campi da tennis stanno montando i palloni, cioè..
Tua Titti
ps. Ringrazio tutti coloro che hanno espresso solidarietà per la scelta del miglior gelato di Torino.
E' bello non sentirsi soli... ;)
martedì 7 ottobre 2014
Non siamo tutti uguali,forse..
...che non sto dicendo di aver scoperto l'acqua calda.
Del tipo che la cugi è alta, mentre io non arrivo manco al metro e sessantacinque. Che Azzurra è castana con gli occhi verdi, mentre io ho i capelli neri, gli occhi neri, e la carnagione perennemente abbronzata. Che Orsetta neanche dopo un mese alle Maldive riuscirebbe a diventare così..nel senso, non che sia un problema..però essere sottoposta alla classica domanda dopo 30 anni che vivo a Torino, e tutta Torino sa delle mie origini...
Ecco, ma non era questo.
E' che per un capricorno come me accettare diversi punti di vista, che alla mia ragione appaiono inconcepibili è un qualcosa di strano e difficile.
Capire chi tradisce, chi si accontenta, chi si lascia per apparenti sciocchezze senza lottare, chi pensa che la moda sia tutto perché forse ha solo quello, chi pugnala l'amico per un momentaneo capriccio, chi sorride con un coltello fra le labbra, chi asciuga con la storia che il tennis è lo sport più bello del mondo, chi ha mille amanti, chi si piange addosso e resta nel suo piccolo regno, chi sa solo criticare, chi osa dirmi che Fiorio non è il gelato migliore della città e comincia con Marchetti, Grom, il Siculo etc....ecco, ma come si fa?
Che poi non esiste un giusto e uno sbagliato, ma solo un "io penso così e l'altro cosà".
Del resto dietro a un tradimento protrebbe esserci una frustrazione, dietro all'accontentarsi una necessità di equilibrio, dietro al lasciarsi senza lottare una mancanza di forza esauritasi nel tempo e così via. Per la storia del gelato purtroppo non trovo valide giustificazioni nel pensarla diversamente da me, però approfondirò.
Perché in fondo quei colori che ho spesso usato come figure retoriche in vari discorsi, non erano solo bianco e nero. Erano tinte accese che avrebbero dovuto colare la vita degli sposi, sposi oggi arancioni, domani gialli, e dopodomani ancora azzurri.
Tuttavia mi è capitato di non capire più certi discorsi, certe riflessioni e certi modi di agire. Che non erano poi nulla di pazzesco, se non imbevuti di quella sostanza chiamata leggerezza. Ma per me comunque troppo. E alla fine ne sono uscita con un macigno nello stomaco.
Ok, mi sono inoltrata in quei discorsi da Briget Jones, versione nerd, e ce ne vuole ( ma nulla è impossibile a un capricorno meteopatico).
Il "lo fanno tutti" "lo dicono tutti" "lo pensano tutti" è stato come uno schiaffo secco e sonoro, perché se l'eccezione conferma la regola, allora sono io quella sbagliata.
Perché Torino è quella città strana, che se non la conosci te ne innamori, ma se la vivi la puoi anche odiare. Ma alla fine "Torino non è un luogo che si abbandona"(F.Nietzsche). E io sono qua.
Ci sono quei momenti in cui capisci che la vodka è la tua unica vera amica. Perché sai con chi hai a che fare e se ne abusi dove finirai.
Che poi la tradirai -a distanza di anni- con un buon prosecco, che è meno calorico, forse, e meno dannoso, sempre forse, ma l'età suggerirà cotanta saggezza.
Altre volte invece ti accorgerai di essere sushi dipendente in ugual misura ai corsi di yoga che non ho mai condiviso. ( Anna scusa, lo so. So che un giorno verrò pure io a fare Yoga. Un giorno.)
E poi farai della mentalità vegana il tuo credo, pensando con nostalgia alla polenta e salsiccia in montagna.. ma no! Tu resterai ferma sulle tue idee, fino a quando conoscerai forse uno che ama l'albese in quel ristorantino in san salvario, che è un po' scrauso, ma forse proprio per quello ogni boccone avrà un sapore sempre più buono, e così oplà, ecco il tuo bis appena ordinato.
E allora davanti alla decisione di cambiare racchette ( le vendo, sì le vendo le mie amate Head. per info non esitate- scusate la comunicazione di servizio), davanti alla litigata per capire se sia migliore la cucina giapponese o cinese, ricordandoci però che siamo a Torino e dopo aver cenato a Cancun nulla pare abbia più gusto(questa è dell'ultim'ora, ma va bè..), davanti alla scelta di tornare a Torino dopo 7 anni a Lugano di mio cugino, davanti a una persona che lotta ogni giorno per salvare una famiglia in cui dice di non aver mai creduto, davanti a un amico disoccupato con due lauree, davanti a mille cambiamenti e tesi portate all'onor del mondo, forse non siamo tutti uguali.
Forse.
E forse pensarla diversamente non è così male.
Ora un bicchiere di vino.
Grazie.
Tua Titti
Del tipo che la cugi è alta, mentre io non arrivo manco al metro e sessantacinque. Che Azzurra è castana con gli occhi verdi, mentre io ho i capelli neri, gli occhi neri, e la carnagione perennemente abbronzata. Che Orsetta neanche dopo un mese alle Maldive riuscirebbe a diventare così..nel senso, non che sia un problema..però essere sottoposta alla classica domanda dopo 30 anni che vivo a Torino, e tutta Torino sa delle mie origini...
Ecco, ma non era questo.
E' che per un capricorno come me accettare diversi punti di vista, che alla mia ragione appaiono inconcepibili è un qualcosa di strano e difficile.
Capire chi tradisce, chi si accontenta, chi si lascia per apparenti sciocchezze senza lottare, chi pensa che la moda sia tutto perché forse ha solo quello, chi pugnala l'amico per un momentaneo capriccio, chi sorride con un coltello fra le labbra, chi asciuga con la storia che il tennis è lo sport più bello del mondo, chi ha mille amanti, chi si piange addosso e resta nel suo piccolo regno, chi sa solo criticare, chi osa dirmi che Fiorio non è il gelato migliore della città e comincia con Marchetti, Grom, il Siculo etc....ecco, ma come si fa?
Che poi non esiste un giusto e uno sbagliato, ma solo un "io penso così e l'altro cosà".
Del resto dietro a un tradimento protrebbe esserci una frustrazione, dietro all'accontentarsi una necessità di equilibrio, dietro al lasciarsi senza lottare una mancanza di forza esauritasi nel tempo e così via. Per la storia del gelato purtroppo non trovo valide giustificazioni nel pensarla diversamente da me, però approfondirò.
Perché in fondo quei colori che ho spesso usato come figure retoriche in vari discorsi, non erano solo bianco e nero. Erano tinte accese che avrebbero dovuto colare la vita degli sposi, sposi oggi arancioni, domani gialli, e dopodomani ancora azzurri.
Tuttavia mi è capitato di non capire più certi discorsi, certe riflessioni e certi modi di agire. Che non erano poi nulla di pazzesco, se non imbevuti di quella sostanza chiamata leggerezza. Ma per me comunque troppo. E alla fine ne sono uscita con un macigno nello stomaco.
Ok, mi sono inoltrata in quei discorsi da Briget Jones, versione nerd, e ce ne vuole ( ma nulla è impossibile a un capricorno meteopatico).
Il "lo fanno tutti" "lo dicono tutti" "lo pensano tutti" è stato come uno schiaffo secco e sonoro, perché se l'eccezione conferma la regola, allora sono io quella sbagliata.
Perché Torino è quella città strana, che se non la conosci te ne innamori, ma se la vivi la puoi anche odiare. Ma alla fine "Torino non è un luogo che si abbandona"(F.Nietzsche). E io sono qua.
Ci sono quei momenti in cui capisci che la vodka è la tua unica vera amica. Perché sai con chi hai a che fare e se ne abusi dove finirai.
Che poi la tradirai -a distanza di anni- con un buon prosecco, che è meno calorico, forse, e meno dannoso, sempre forse, ma l'età suggerirà cotanta saggezza.
Altre volte invece ti accorgerai di essere sushi dipendente in ugual misura ai corsi di yoga che non ho mai condiviso. ( Anna scusa, lo so. So che un giorno verrò pure io a fare Yoga. Un giorno.)
E poi farai della mentalità vegana il tuo credo, pensando con nostalgia alla polenta e salsiccia in montagna.. ma no! Tu resterai ferma sulle tue idee, fino a quando conoscerai forse uno che ama l'albese in quel ristorantino in san salvario, che è un po' scrauso, ma forse proprio per quello ogni boccone avrà un sapore sempre più buono, e così oplà, ecco il tuo bis appena ordinato.
E allora davanti alla decisione di cambiare racchette ( le vendo, sì le vendo le mie amate Head. per info non esitate- scusate la comunicazione di servizio), davanti alla litigata per capire se sia migliore la cucina giapponese o cinese, ricordandoci però che siamo a Torino e dopo aver cenato a Cancun nulla pare abbia più gusto(questa è dell'ultim'ora, ma va bè..), davanti alla scelta di tornare a Torino dopo 7 anni a Lugano di mio cugino, davanti a una persona che lotta ogni giorno per salvare una famiglia in cui dice di non aver mai creduto, davanti a un amico disoccupato con due lauree, davanti a mille cambiamenti e tesi portate all'onor del mondo, forse non siamo tutti uguali.
Forse.
E forse pensarla diversamente non è così male.
Ora un bicchiere di vino.
Grazie.
Tua Titti
Iscriviti a:
Post (Atom)